Catena d’infezione

Nel corso degli anni, l’industria suinicola si è evoluta per diminuire la prevalenza delle malattie, migliorare il benessere degli animali e aumentare i livelli produttivi. Alcune di queste finalità sono state raggiunte migliorando le modalità di allevamento dei suini . In generale, si può affermare che i cambiamenti dei sistemi  produttivi abbiano prodotto un effetto positivo anche sullo stato di salute della popolazione suina. Tuttavia, le nozioni di gestione produttiva, sono state applicate in modo separato da quelle di gestione sanitaria,  il che ha portato a misure di prevenzione/controllo non collegate al ciclo di produzione o alla catena di produzione degli animali.

Il concetto della Catena di infezione/prevenzione è uno strumento che serve a comprendere la gestione della malattia, con un approccio sistematico a livello dell’intero allevamento, in cui mettiamo insieme nozioni nuove e già esistenti sulla gestione delle malattie dei suini, collegando eventi epidemiologici (catena dell’infezione ) dell’allevamento/sistema di produzione ( catena di produzione ), con l’ausilio di un pensiero concatenato in maniera logica per creare questo nuovo concetto incentrato sulla prevenzione della malattia ( catena della prevenzione).




Persistenza dell’infezione, modelli di diffusione, trasmissione verticale, trasmissione orizzontale e infezione laterale dovrebbero essere considerati elementi epidemiologici decisivi che concorrono alla “catena dell’infezione” dei patogeni lungo tutto il processo di produzione, provocando la manifestazione evidente di sintomi clinici con le relative perdite produttive e finanziarie dovute all’aumento della mortalità, ai trattamenti e alla mancanza di performance, e anche alle forme subcliniche delle malattie. Questa “catena” ha inizio con lo sviluppo delle scrofette e la loro introduzione nell’allevamento e termina con le popolazioni in fase di magronaggio/ingrasso oppure continua ad andare avanti con la produzione di scrofette. 
 


Questo “ pensiero concatenato” ” ci consente di avere un approccio più collegato e globale alla comprensione dell’epidemiologia e della prevenzione dei principali agenti infettivi, allineando la “catena di produzione” alla “catena dell’infezione” per arrivare a una “catena della prevenzione” estremamente focalizzata sull’intero sistema produttivo e sui singoli stadi, anziché soltanto sulla scrofa o soltanto sul suinetto.
Questo approccio può pertanto contribuire a modificare o riorientare le strategie di intervento (flusso degli animali, protocolli di gestione e prevenzione) utilizzate per il controllo o per la prevenzione della malattia, prendendo in considerazione l’intera “catena dell’infezione” dell’agente e consentendo un approccio basato sulla “catena della prevenzione”. L’obiettivo consiste nel creare un modo di pensare in cui la conoscenza della radice del problema sia considerata il primo passo di questo approccio a livello dell’intero allevamento. 


Catena dell’infezione/della prevenzione del PRRSv
Questo concetto si adatta perfettamente all’approccio a livello dell’intero allevamento o all’approccio sistematico proposto per il PRRSv.  Qui di seguito viene descritta in maniera sintetica la Catena dell’infezione/della prevenzione del PRRSv.